Da qualche tempo, accanto al mio appartamento, si è trasferito un nucleo familiare composto da 4 persone: padre, madre, due  figlie, grandicelle direi, 30 e 35 anni. La madre sembra una matrioska, sapete… di quelle rosa, con i capelli proprio gialli e gli occhi azzurri, anche truccati con colori pastello. Ora, la più giovane delle due figlie ha un fidanzato che cena spesso e volentieri a casa degli aspiranti suoceri, che lo corteggiano più della figlia con mille ed una prelibatezze di quelle della cucina tradizionale, succulente, appena preparate dalle mani appassionate di una mamma che detta alla siciliana vuole finalmente – come si dice alla siciliana – ” maritare” la figlia. Ancora nell’impresa non ci sono riusciti. E comunque. Stasera quindi, mentre mi prodigavo ad uscire fuori di casa l’indifferenziata, sentivo dalla casa dei vicini, questo vociare caldo delle case autunnali nel pieno di una allegra riunione familiare. E per un attimo, con la mente, ho assistito alla scena domestica, come accadesse davanti a me, delle due sorelle stile Frozen, che facevan le giravolte attorno all’ambito fidanzato, l’odore di una tavola imbandita d’autunno, un padre compiaciuto che armeggia in cucina con l’ultima manutenzione della giornata, il fidanzato bordeaux in viso per il caldo, la mamma, la prima donna di casa, che imbadisce la tavola, danzante. In mezzo a loro intravedo l’aspirante futura moglie nel pieno della felicità, anche se attempata, e la sorella, ancora più attempata ma anche lei speranzosa per questo futuro matrimonio.

Immaginavo tutto questo pensando anche a miei ricordi passati, quando il fidanzato veniva a casa mia e io dovevo fare in modo che tutto fosse perfetto per accoglierlo. I miei fratelli con fare guardingo, mio papà ad impastare e mia mamma nascosta per evitare contatti umani non erano proprio la famiglia Frozen , ma meglio di nulla.

E mentre immaginavo tutto questo focolare ardente, concludevo l’operazione spazzatura, con l’unico membro di casa mia che vuole compiere questo dovere domestico insieme a me: il mio cane, che, felicissimo quando mi vede prendere i sacchi, mi segue stra-scodinzolante e saltellante. Il tutto ovviamente per un secondo fine, per lui molto lieto, inseguire i gatti appollaiati per notte nel cortile del condominio.

Questa sera d’autunno nostalgica qui al Sud.

 

 

 

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