Non perdi che l’anima

Quando nel quotidiano rincorri i minuti

nei più svariati disbrigo pratiche della vita

Non perdi che l’anima

e dimentichi gli attimi e le emozioni

di chi ti sta accanto.

Così ti immagini a seppellire lettere d’amore in un bosco

che chi ama

attende di ricevere nascostamente.

Lo sa

ma ammetterlo non vorrà.

 

 

 

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Lo scrittore

Ho osservato per un po’ uno scrittore. Uno scrittore in erba. L’ho visto appassionato alla sua nuova vita dopo aver abbandonato il suo vecchio abito da persona normale, frustrata, alla ricerca della felicità, con un abito  da rappresentante e un fuoristrada per amico. Finché un giorno non se n’è del tutto stancato di questo abito vecchio e pesante. E si è spogliato, gettandolo via urlando contro tutti. Così ha raccontato e così ancora lo immagino, mentre impaurito, non pentito, esce da quella stanza. Libero. Per aver detto tutto ciò che pensava. E libero ancora e di nuovo come quando aveva 12 anni in quella sua vecchia rua dove giocava con la sorella a contare le stelle.

Nel mio nuovo abito da adulto, guardarlo ha risvegliato a me quel sogno nel cassetto che era scrivere un libro, elaborare i miei sogni, raccontare  storie, forse la mia. Un sogno non troppo lontano negli anni che ho perso da un po’, ma che potrei ritrovare. Ed è forse il sogno di molti, quello di non lasciare la propria vita chiusa al niente, con tutti i suoi pensieri, emozioni ristagnanti nella scatola cranica, sconosciuti, improduttivi, talvolta, troppo spesso dimenticati anche dal nostro io più profondo.

E adesso ancora un po’ il mio pensiero va alle sue dite che scrivono e a quelle gambe che corrono verdi e bianche, con timore e un po’  di invidia, mentre io qui nella mia vita, bella e con nuovi traguardi raggiunti e altri alle porte,  sogno di ricongiungermi con il mio io, scrittore ancora mancato per il tempo che non c’è, con l’anima che qui sospira leggendo righe per ritrovare in emozioni altrui anche un po’di sé.