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Non mi era mai capitato

Non mi era mai capitato di perdere la collaborazione di una persona veramente indispensabile. Per motivi avversi questa persona si è staccata dal nostro obiettivo e diciamolo, per uno pseudo onore? ha lasciato il suo stesso sogno nelle mani di un gruppo di una compagnia di ventura i cui membri si fanno anche un po’ di antipatia fra di loro.

Qui te lo posso dire, tanto non mi leggerai mai: eri indispensabile per noi, per me, insostituibile. Senza di te non so se arriveremo alla fine del percorso.

Con te sarebbe stato tutto più semplice.

Ma non ci sei.

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Osservazioni

Stasera ho avuto modo di osservare e riflettere su due diversi modi di essere gay.

CASO A: Ragazzo gay nasconde le sue preferenze al mondo, fa finta di niente in casa, il padre cerca di dimenticare che lo è e gli sta vicino come se fosse il figlio debole, resto della famiglia non fa finta di non sapere, ma comunque non ne parla, né chiede. Lui, che non trova l’amore, praticamente diventato anoressico.

CASO B: Pranzo di Natale, giovane coppia gay e famiglie della giovane coppia di gay riunite festeggiano felici e brindano senza pensieri.

Come il mondo è vario e diverso, come è difficile vivere bene la propria vita essendo felici, come è difficile vivere felici avendo paura degli altri.

 

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#Tempo

Lasciatevi un po’ di tempo per voi.

Anche se a volte chi vi circonda, figli, coniugi, compagni, parenti o amici o imprevisti della vita sembra non diano scampo, in queste frenetiche feste provate a pensarvi.

Un esempio su cosa fare con un briciolo di tempo.

Meditare su ciò che avete trovato nel 2017 o perso è importante.

Il mio matrimonio è più forte.

Ho trovato 3 grandi amici e colleghi, più per mio marito che per me, ma che lo sono anche per me.

Così ho fatto conoscenza e amicizia con le loro mogli.

Sono diventata madrina della figlia di uno di questi amici trovati.

Queste amicizie/alleanze sono state tra i fatti più importanti del mio 2017.

Ho confermato la mia grande amicizia con l’amica C. .

Ho manifestato il mio profondo affetto e gratitudine al prof. S. dopo il suo ictus che l’ha costretto in una struttura sanitaria per 16 mesi.

Sono più brava nella mia professione legale ed ho vinto 2 nuovi progetti.

Sono diventata più atletica nelle faccende domestiche.

Mi sono finalmente iscritta in palestra.

Sono diventata più schietta e spartana.

Sono stata a Lourdes e ho visitato il fantastico parco faunistico dei Pirenei.

Sono tornata per la seconda volta alle Eolie

Ho scalciato molto per il mio tempo rubato dal lavoro, perchè ho impiegato moltissimo tempo per gli altri e pochissimo, quasi nullo, tempo per me.

Mi sono fatta odiare dai cleinti a volte, ma solo per sopravvivere.

Ho provato moltissima stanchezza.

Ho fatto sogni confusi e pieni di tanata gente diversa che conosco.

Ho programmato un viaggio a Parigi per il 2018.

Ho guerreggiato.

Salvo integrazioni…

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Fine anno

Stasera l’amico G., con le sue mille e una storie sui grandi e meno grandi del cinema, mi ha ricordato l’importanza delle passioni. Avere una passione quanto è importante per avere vita e gioire, sentirsi vibrare ed emozionarsi. Avere anche il coraggio per coltivare la passione è miracolo tanto grande quanto quello di averne una. E poi il tempo, il tempo per coltivarla come un germoglio che diventa una bellissima edera rampicante verde e vivace, sempreverde, che colora tutte le mura della tua casa.

Insomma quando magari come me se in un periodo di bassa marea ed incontri uno che ha una passione qualcosa si accende in te e ti chiedi perchè tu ne ne hai almeno una.

Così per l’anno nuovo mi auguro il coraggio ed il tempo, ma anche la speranza di poter coltivare almeno una passiome.

Notte … in attesa dell’anno nuovo si chiudono i miei occhi.

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Da qualche tempo, accanto al mio appartamento, si è trasferito un nucleo familiare composto da 4 persone: padre, madre, due  figlie, grandicelle direi, 30 e 35 anni. La madre sembra una matrioska, sapete… di quelle rosa, con i capelli proprio gialli e gli occhi azzurri, anche truccati con colori pastello. Ora, la più giovane delle due figlie ha un fidanzato che cena spesso e volentieri a casa degli aspiranti suoceri, che lo corteggiano più della figlia con mille ed una prelibatezze di quelle della cucina tradizionale, succulente, appena preparate dalle mani appassionate di una mamma che detta alla siciliana vuole finalmente – come si dice alla siciliana – ” maritare” la figlia. Ancora nell’impresa non ci sono riusciti. E comunque. Stasera quindi, mentre mi prodigavo ad uscire fuori di casa l’indifferenziata, sentivo dalla casa dei vicini, questo vociare caldo delle case autunnali nel pieno di una allegra riunione familiare. E per un attimo, con la mente, ho assistito alla scena domestica, come accadesse davanti a me, delle due sorelle stile Frozen, che facevan le giravolte attorno all’ambito fidanzato, l’odore di una tavola imbandita d’autunno, un padre compiaciuto che armeggia in cucina con l’ultima manutenzione della giornata, il fidanzato bordeaux in viso per il caldo, la mamma, la prima donna di casa, che imbadisce la tavola, danzante. In mezzo a loro intravedo l’aspirante futura moglie nel pieno della felicità, anche se attempata, e la sorella, ancora più attempata ma anche lei speranzosa per questo futuro matrimonio.

Immaginavo tutto questo pensando anche a miei ricordi passati, quando il fidanzato veniva a casa mia e io dovevo fare in modo che tutto fosse perfetto per accoglierlo. I miei fratelli con fare guardingo, mio papà ad impastare e mia mamma nascosta per evitare contatti umani non erano proprio la famiglia Frozen , ma meglio di nulla.

E mentre immaginavo tutto questo focolare ardente, concludevo l’operazione spazzatura, con l’unico membro di casa mia che vuole compiere questo dovere domestico insieme a me: il mio cane, che, felicissimo quando mi vede prendere i sacchi, mi segue stra-scodinzolante e saltellante. Il tutto ovviamente per un secondo fine, per lui molto lieto, inseguire i gatti appollaiati per notte nel cortile del condominio.

Questa sera d’autunno nostalgica qui al Sud.

 

 

 

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L’estate addosso

Ho visto il film di Muccino e sono rimasta emozionata.

Senza stare qui a focalizzare l’attenzione sulla storia degli omosessuali, mi ha colpito la narrazione della libertà.

La libertà che si assapora lontano da casa, in un mondo che sembra avanti, lontano da te, dall’Italia, dove tutti sembrano più liberi.

Guardando da vicino in verità non lo sono più che in Italia, sei tu che sei lontano, slegato e ti senti leggero, puoi pensare a te, riflettere su di te, come non potevi fare a casa tua.

Poi assapori anche quella sensazione di bellezza diversa da quella a cui sei abituato, la bellezza di ciò che vedi per la prima volta, città piene di verde e di azzurro, anche in mezzo agli alti palazzi.

Quella bellezza del nuovo che ti prende e ti avvolge del tutto.

E così ho ripensato alla mia bella città dei sogni, da cui sono tornata e così anche io in fondo ho la mia città addosso che non dimenticherò mai.

 

 

 

 

 

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Qui lo posso dire

Qui lo posso dire:

lo posso URLARE

FORTE

Bruxelles, città che mi hai fatto battere il cuore,

al primo giro sul bus, tra le tue vie e quei romantici mattoncini e case e finestre armoniose

mi manchi davvero molto!

Ti penso tutti i giorni.

Bruxelles sei nel mio cuore e sei il mio sogno.

Desiderandoti fortemente chissà un giorno tornerò da te.

 

 

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scriveremozioni

Quando corri, per troppo tempo, in mezzo al mondo rumoroso, può capitare di assaporare il miracolo del tempo per te, quando lo riscopri.

Quando, con le unghie e con i denti, strappi al mondo quel miracolo del tempo per te.

Ed allora ti accorgi che è da troppo che non scrivi emozioni, delle tue emozioni e che passano solo fatti, troppo veloci.

E poi una notte, leggendo e leggendo, trovi qualche libro, qualche riga di poesia e prosa in cui cerchi te stesso e la tua storia, in fondo.

E pensi che anche tu, è arrivata l’ora, hai voglia di raccontare, di scrivere emozioni, quelle che devi catturare per non perdere te, dimenticato da troppo, troppo tempo.

Sono dunque qui, dal mio nuovo regno, che spero e mi auguro, prima di coprirmi di sogni, di riprendere con costanza la penna in mano o avere i tasti sotto le dita, per marcare vecchi e nuovi segni di me.